L’origine dal latino «Candere»

La risposta al perché la candela si chiami così risiede, come per gran parte della lingua italiana, nel latino. Il vocabolo «candela» deriva direttamente dal verbo latino «candēre», che significa letteralmente:

  • Essere bianco

  • Brillare

  • Splendere

Il riferimento è tanto semplice quanto evidente: la funzione primaria di questo oggetto è proprio quella di emettere luce, brillare e dissipare l’oscurità circostante.

Il legame tra il «bianco» e la luce

Ma perché il verbo latino univa il concetto di «luce» a quello del colore «bianco»?

Nell’antichità, la luce era intrinsecamente associata al colore bianco brillante, simbolo di purezza e chiarezza. Inoltre, le candele di migliore qualità venivano realizzate con cera d’api purificata o grasso animale trattato, che assumevano spesso una colorazione chiara. La fiamma stessa, nel suo nucleo più caldo, emette una luce che tende al bianco abbagliante.

Curiosità: altre parole dalla stessa radice

Il verbo candēre è stato molto prolifico e ha dato origine a diverse parole che utilizziamo ancora oggi nel nostro vocabolario, mantenendo sempre intatto il concetto di «bianco» e «puro»:

  • Candido: Indica qualcosa di un bianco purissimo o, in senso figurato, una persona innocente e senza malizia.

  • Candidato: Nell’antica Roma, chi si proponeva per una carica pubblica si presentava nel Foro indossando una toga candida (sbiancata appositamente), per simboleggiare la purezza delle proprie intenzioni verso i cittadini.

  • Incandescente: Qualcosa che è stato riscaldato fino al punto di emettere luce, diventando «bianco per il calore».